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I fasti del «Gladiatore»

Il rinvenimento del Mausoleo del generale romano Marco Nonio Macrino sulla via Vitorchiano (Roma) rappresenta certamente una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni. Un’imponente struttura in travertino di oltre 15 metri di altezza che sorgeva lungo la via Flaminia antica, di cui oggi rimangono massicci frammenti architettonici che testimoniano la maestosità del monumento. Per le analogie tra il cursus honorum del generale Marco Nonio Macrino con quelle del personaggio di fantasia protagonista del film di Ridley Scott «Il Gladiatore» , il monumento è stato ribattezzato dai media di tutto il mondo come «La tomba del Gladiatore».


Data l’importanza del monumento la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma ha deciso di investire parte dei fondi destinati alla tutela e alla valorizzazione del sito in un progetto innovativo, ambizioso e unico nel suo genere: ricostruire fisicamente il Mausoleo in 3D . Per la prima volta nella storia dell’Archeologia un importante monumento romano viene ricostruito prima virtualmente grazie ai meticolosi rilievi di precisione effettuati sul campo, poi fedelmente riprodotto grazie alla stampa 3D.

Il plastico rappresenta la reale e fedele restituzione della ricostruzione tridimensionale eseguita con rigorosi criteri scientifici. Non quindi una semplice ricostruzione artigianale segnata dall'inevitabile approssimazione del procedimento costruttivo, ma un lavoro di esatta precisione e coerenza scientifica eseguito grazie alle tecnologie digitali e ai sistemi di produzione a controllo numerico. Il plastico del Mausoleo di Marco Nonio Macrino è oggi conservato presso il Museo Nazionale Romano.

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